Aliquote IRPEF
L’IRPEF è un’imposta progressiva a scaglioni: al crescere del reddito, la parte eccedente ogni soglia è tassata con l’aliquota dello scaglione superiore. Le aliquote mostrate sono quelle in vigore per il 2026 e sono riprese da Normattiva e dall’Agenzia delle Entrate; nessuna ha la nostra approvazione finale.

Retribuzione lorda prima di contributi e imposte
Ipotesi: lavoratore dipendente del settore privato — la tua situazione può differire.
Netto in busta
Netto in busta: 1.560,22 EUR- Netto in busta1.560,2287%
- Contributi INPS (lavoratore)165,429%
- IRPEF (equivalente mensile)152,828%
- Stipendio lordo mensile
- 1.800,00 €
- Costo totale del datore di lavoro
- 2.228,58 €
Applicata la detrazione per lavoro dipendente (Art. 13 TUIR): 2.677,55 € annui.
Note sul calcolo (2)
Applicata la somma integrativa (cuneo fiscale, comma 4): 941,52 € annui, esenti da imposta.
Le addizionali regionale e comunale non sono incluse nel netto mostrato (dipendono da regione e comune): calcolo a parte.
Un’imposta progressiva a scaglioni
L’IRPEF — Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche — è progressiva: non si applica un’unica aliquota a tutto il reddito, ma il reddito si divide in scaglioni e ciascuna fascia porta la sua aliquota. Solo la parte di reddito che ricade dentro uno scaglione è tassata all’aliquota di quello scaglione — mai l’intero reddito in una volta. È l’equivoco più comune sulle tasse: passare allo scaglione superiore non «ti fa perdere» sul reddito già guadagnato, tocca soltanto l’euro marginale.
Per il 2026 gli scaglioni sono tre. La seconda aliquota è stata ridotta rispetto agli anni precedenti: dove prima si applicava un’aliquota più alta, oggi la fascia intermedia paga di meno.
Aliquote e scaglioni IRPEF
| Scaglione di reddito imponibile | Aliquota |
|---|---|
| fino a 28.000 € | 23% |
| da 28.000 € a 50.000 € | 33% |
| oltre 50.000 € | 43% |
L’aliquota della fascia intermedia (33%) è la novità 2026 e sostituisce quella più alta in vigore prima. Per i redditi molto elevati, oltre 200.000 €, la riduzione è «sterilizzata»: il vantaggio del taglio viene neutralizzato. Il calcolatore segnala il caso ma non cambia la tabella per quei redditi.
La detrazione da lavoro dipendente (Art. 13 TUIR)
L’aliquota non è l’ultima parola. Sull’imposta lorda così ottenuta si applica la detrazione per lavoro dipendente, che la abbatte. Non è un importo fisso ma una formula a fasce: vale 1.955 € annui fino a 15.000 € di reddito, poi decresce man mano che il reddito sale, fino ad azzerarsi oltre 50.000 €. Tra 25.000 € e 35.000 € si somma un importo fisso ulteriore di 65 €.
Un dettaglio che sorprende: intorno a 15.000 € di reddito la detrazione ha uno scalino verso l’alto. Poco sotto la soglia vale l’importo pieno; poco sopra, la formula riparte da un valore più alto. Non è un errore: è così che è scritta la norma (Art. 13, co. 1 TUIR), e va letta come una discontinuità voluta, non come un refuso da «correggere».
Trattamento integrativocalcolo semplificato
Il trattamento integrativo (il vecchio «bonus») spetta pieno, 1.200 € annui, per i redditi fino a 15.000 €; oltre 28.000 € non spetta.
Nella fascia intermedia il calcolo reale è più articolato di quanto il calcolatore modelli: l’importo dipende dal confronto tra un paniere di detrazioni e l’imposta lorda, e il paniere esatto è un punto ancora da chiudere. Per questo il calcolatore risolve con certezza solo il tratto fino a 15.000 € e per il resto segnala l’approssimazione, senza spacciarla per esatta.
Il cuneo fiscale 2026
Sul lavoro dipendente interviene anche il cuneo fiscale, un alleggerimento in due forme alternative per fascia di reddito — mai entrambe insieme. Non è una misura nuova del 2026: è strutturale, e per il 2026 è rimasta invariata.
- Somma integrativa — per i redditi complessivi fino a 20.000 €: una somma pari a una percentuale del reddito da lavoro dipendente (7,1%, 5,3% o 4,8% secondo la fascia), che non entra nel reddito imponibile — è esente, non un semplice credito d’imposta.
- Ulteriore detrazione — per i redditi tra 20.000 € e 40.000 €: una detrazione dall’imposta lorda pari a 1.000 € fino a 32.000 €, poi decrescente fino ad azzerarsi a 40.000 €. Si somma alla detrazione dell’Art. 13, non la sostituisce.
Le due misure si escludono per fascia: chi sta sotto 20.000 € riceve la somma esente; chi sta sopra riceve, se ne ha i requisiti, l’ulteriore detrazione.
Addizionali regionale e comunale
Sopra l’IRPEF nazionale si aggiungono due addizionali locali, calcolate sullo stesso reddito imponibile. L’addizionale regionale parte da una base di 1,23% e può salire, per legge, fino a 3,33%; la comunale ha come tetto generale 0,8%. Gli importi reali dipendono da dove risiedi: ogni regione e ogni comune decide la propria aliquota. Il calcolatore non include le addizionali nel netto mostrato, proprio perché variano di luogo in luogo.
| Regione | Aliquota |
|---|---|
| Lombardia | 1,23% – 1,73% |
| Campania | 1,73% – 3,33% |
| Veneto | 1,23% |
| Comune | Aliquota | Esenzione sotto |
|---|---|---|
| Milano | 0,8% | 23.000 € |
| Roma | 0,9% | 14.000 € |
| Napoli | 1% | 12.000 € |
Questa è una selezione — poche regioni su venti e pochi comuni su migliaia — a scopo illustrativo, non un elenco completo. Alcune regioni applicano l’aliquota a scaglione unico (l’aliquota più alta sull’intero reddito, non solo sulla parte eccedente): quel caso, non ancora risolto, è deliberatamente escluso da questa selezione anziché indovinato.
Sul lato comuni: l’aliquota di Milano indicata è quella attualmente in vigore (è in discussione un possibile aumento non ancora confermato); l’aliquota più alta di Roma è una deroga nominativa prevista per quel comune, non un tetto valido ovunque.
Tutte le aliquote e gli importi sono quelli in vigore per il 2026 e sono ripresi da Normattiva e dall’Agenzia delle Entrate; una modifica molto recente può non essere ancora recepita qui, e nessuno ha la nostra approvazione finale. Per una decisione fiscale fa fede l’Agenzia delle Entrate.
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