La tredicesima
La tredicesima è una mensilità aggiuntiva. Sul piano fiscale è tassata per intero: le detrazioni mensili da lavoro dipendente non la riducono, mentre i contributi INPS si applicano come di consueto. Il calcolatore stima l’IRPEF incrementale con le aliquote in vigore per il 2026.

Retribuzione lorda prima di contributi e imposte
Ipotesi: lavoratore dipendente del settore privato — la tua situazione può differire.
Tredicesima netta
Tredicesima netta: 1.258,63 EUR- Netto in busta1.258,6370%
- Contributi INPS (lavoratore)165,429%
- IRPEF (equivalente mensile)375,9521%
- Tredicesima lorda
- 1.800,00 €
La tredicesima è tassata per intero: le detrazioni mensili da lavoro dipendente non la riducono.
La tredicesima, mese per mese
La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che quasi tutti i lavoratori dipendenti — privati e pubblici — ricevono, di solito a dicembre. Non arriva dal nulla: matura durante l’anno, accantonando ogni mese lavorato una quota pari a un dodicesimo dello stipendio. Chi lavora tutto l’anno matura una mensilità piena; chi entra o esce a metà anno ne matura una parte proporzionale.
Perché la tredicesima «netta» è più bassa di quanto sembri
La sorpresa più comune riguarda le trattenute. Sulla tredicesima si paga l’IRPEF come sul resto del reddito, ma senza le detrazioni mensili da lavoro dipendente: quelle alleggeriscono la busta di un mese ordinario, non la tredicesima. Il risultato è che l’imposta sulla tredicesima è applicata «piena», e il netto risulta più basso di quello che si otterrebbe immaginandola come un normale stipendio.
I contributi INPS, invece, si applicano come di consueto: la quota del lavoratore (9,19%) è dovuta sulla tredicesima esattamente come su ogni altra retribuzione. Il calcolatore sopra stima proprio questo: l’IRPEF incrementale senza le detrazioni mensili, al netto dei contributi.
E la quattordicesima?dipende dal CCNL
Molti danno per scontata anche la quattordicesima, ma qui bisogna essere precisi: la quattordicesima non è universale. A differenza della tredicesima, spetta solo dove il contratto collettivo nazionale (CCNL) applicato la prevede espressamente.
La prevedono, ad esempio, diversi contratti del commercio, del turismo e pubblici esercizi/ristorazione, della logistica e dell’alimentare — ma l’importo, il mese di pagamento e i requisiti di anzianità cambiano da contratto a contratto, e alcuni CCNL non la contemplano affatto. In breve: non darla per certa senza controllare il tuo CCNL. Per questo il calcolatore si concentra sulla tredicesima, che è (quasi) sempre dovuta.
In breve: il TFR
Un’altra somma che matura durante il rapporto, ma che si incassa alla fine, è il TFR (Trattamento di Fine Rapporto). Ogni anno il datore accantona una quota della retribuzione; l’accantonato si rivaluta di anno in anno secondo una formula di legge, in parte fissa e in parte legata all’inflazione rilevata dall’ISTAT.
Il TFR non si tassa come lo stipendio corrente: è soggetto a tassazione separata, calcolata sull’aliquota media degli anni precedenti. L’aliquota effettiva dipende dalla storia reddituale di ciascuno e non è un valore fisso di legge: per questo qui il TFR è solo spiegato, senza un calcolatore né una percentuale «tipica» che sarebbe fuorviante presentare come certa.
Le cifre del calcolatore si basano sulle aliquote in vigore per il 2026, riprese dalle fonti citate; nessuna ha la nostra approvazione finale. Il risultato è un calcolo indicativo, non la busta paga effettiva.
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