
Calcolo dello stipendio netto in Italia
Stima il netto in busta paga a partire dal lordo mensile: si sottraggono i contributi INPS e l’IRPEF a scaglioni, al netto della detrazione da lavoro dipendente e del cuneo fiscale. Il calcolo si basa sulle aliquote in vigore per il 2026.
- Netto, contributi INPS e IRPEF — voce per voce
- Senza registrazione e senza costi nascosti
- In italiano e in inglese
Calcolo rapido
Inserisci lo stipendio lordo mensile — il calcolatore mostra subito il netto in busta, i contributi INPS a tuo carico e l’IRPEF progressiva, oltre al costo complessivo per il datore di lavoro. Il risultato è un calcolo indicativo, non il calcolo effettivo della busta paga.
Retribuzione lorda prima di contributi e imposte
Ipotesi: lavoratore dipendente del settore privato — la tua situazione può differire.
Netto in busta
Netto in busta: 1.560,22 EUR- Netto in busta1.560,2287%
- Contributi INPS (lavoratore)165,429%
- IRPEF (equivalente mensile)152,828%
- Stipendio lordo mensile
- 1.800,00 €
- Costo totale del datore di lavoro
- 2.228,58 €
Applicata la detrazione per lavoro dipendente (Art. 13 TUIR): 2.677,55 € annui.
Note sul calcolo (2)
Applicata la somma integrativa (cuneo fiscale, comma 4): 941,52 € annui, esenti da imposta.
Le addizionali regionale e comunale non sono incluse nel netto mostrato (dipendono da regione e comune): calcolo a parte.
Se sei un lavoratore dipendente in Italia, il datore di lavoro trattiene i contributi INPS e l’IRPEF direttamente dallo stipendio lordo, prima che il denaro arrivi sul tuo conto. In busta paga, alla fine, resta solo il netto — i contributi e l’imposta sono già stati versati per tuo conto all’INPS e all’erario.
Proprio per questo il lordo indicato nel contratto dice poco su quanto rimane davvero. Questo calcolatore lordo-netto rende visibile il conto: scompone il percorso dal lordo al netto voce per voce e mostra anche quanto lo stesso stipendio costa complessivamente al datore di lavoro.
Le cifre si basano sulle aliquote in vigore per il 2026 e mostrano com’è costruita una busta paga italiana. Restano un calcolo indicativo: per gli importi ufficiali rivolgiti al tuo datore di lavoro o all’Agenzia delle Entrate.
- 43%
- Aliquota IRPEF più alta
- 9,19%
- Contributi INPS — la tua quota
- 15%
- Regime forfettario — imposta piatta
Come funziona
In tre passaggi a una prima cifra onesta — senza registrazione.
- 1
Inserisci il lordo
Lo stipendio lordo mensile basta per un primo ordine di grandezza — non serve altro.
- 2
Vedi il dettaglio
Contributi INPS e IRPEF progressiva con la detrazione da lavoro dipendente — voce per voce invece di un’unica cifra.
- 3
Netto e costo totale
Netto in busta e costo complessivo per il datore di lavoro, subito e affiancati.
Come funziona la trattenuta mensile
Dallo stipendio lordo si sottraggono prima i contributi INPS e solo dopo si calcola l’IRPEF su ciò che resta. L’IRPEF non è un’aliquota unica ma un’imposta a scaglioni, con detrazioni che ne riducono l’importo:
- Contributi INPS (IVS) — la quota a carico del lavoratore per invalidità, vecchiaia e superstiti — circa 9,19% del lordo; oltre la prima fascia si aggiunge la maggiorazione dell’1%.
- IRPEF a scaglioni — si applica solo sul reddito dopo i contributi e sale per scaglioni, dal 23% al 43%; solo la parte entro ogni scaglione porta la sua aliquota, mai l’intero reddito.
- Detrazione da lavoro dipendente — la detrazione dell’Art. 13 TUIR abbatte l’imposta lorda; non è un importo fisso ma una formula a fasce che decresce al crescere del reddito.
- Cuneo fiscale 2026 — un alleggerimento in due forme, alternative per fascia di reddito: una somma esente per i redditi più bassi oppure un’ulteriore detrazione per la fascia successiva — mai entrambe insieme.
Sul reddito rimasto dopo i contributi si calcola l’IRPEF a scaglioni: 23%, la fascia intermedia e 43% sul tratto più alto. Non ogni euro è tassato allo stesso modo — un lordo più alto porta nello scaglione successivo solo l’euro marginale, non l’intero stipendio.
La detrazione da lavoro dipendente e, per i redditi che ne hanno diritto, il cuneo fiscale 2026 riducono poi l’imposta effettivamente dovuta. Le addizionali regionale e comunale, invece, dipendono da regione e comune e sono calcolate a parte: il calcolatore le segnala senza includerle nel netto mostrato.
Le aliquote qui sono quelle in vigore per il 2026. Il risultato resta un calcolo indicativo, perché non può tenere conto della tua situazione personale.
Quanto costa davvero il lordo al datore di lavoro
Lo stipendio lordo non è la fine del conto — è la base su cui il datore di lavoro paga ancora una volta. Oltre al tuo lordo, il datore versa la propria quota di contributi INPS, sensibilmente più alta della tua.
La quota contributiva a carico del datore è di circa 23,81% del lordo. Il calcolatore mostra questo costo del datore come voce a sé, non come parte del tuo netto — così vedi la distanza tra quanto costa la tua posizione e quanto arriva sul tuo conto.
La quota a carico dell’azienda è una voce ancora da confermare; serve a mostrare la struttura del costo del lavoro, non a fornire un importo ufficiale.
Esplora gli strumenti
Una pagina per ogni tema — IRPEF, contributi INPS, forfettario, tredicesima.
Regime forfettario
L’imposta sostitutiva piatta al 15% (5% per le nuove attività) su ricavi × coefficiente.
Aliquote IRPEF
I tre scaglioni progressivi, dal 23% al 43%, con la detrazione da lavoro dipendente.
Contributi INPS
La quota IVS a carico del lavoratore e quella del datore, con la maggiorazione oltre la prima fascia.
Tredicesima
Come la mensilità aggiuntiva è tassata per intero, senza le detrazioni mensili da lavoro dipendente.
Salario minimo
L’Italia non ha un salario minimo legale — i minimi li fissano i contratti collettivi (CCNL).
Domande frequenti
Risposte su IRPEF, contributi INPS, regime forfettario e tredicesima.
Tredicesima, forfettario e il confronto giusto
La maggior parte dei dipendenti in Italia riceve una tredicesima, e in molti contratti anche una quattordicesima. La tredicesima è pressoché universale; la quattordicesima invece dipende dal CCNL applicato e non spetta automaticamente a tutti. La tredicesima è tassata per intero, senza le detrazioni mensili da lavoro dipendente, quindi il suo netto segue una logica diversa da quella di un mese ordinario: ha una pagina dedicata.
Per chi lavora in proprio, il confronto cambia ancora: il regime forfettario sostituisce IRPEF, addizionali e detrazioni con un’unica imposta sostitutiva piatta (15%, 5% per le nuove attività) calcolata su una base forfettizzata, ricavi × coefficiente. È un percorso a sé, non paragonabile voce per voce con quello del lavoro dipendente.
E il confronto vero regge solo quando si mette netto contro netto — non lordo contro lordo, e tanto meno un lordo italiano contro un netto estero. L’importo nel contratto dice poco finché non vedi cosa resta dopo contributi e imposte. È proprio questa prima cifra onesta che dà il calcolatore.
Domande frequenti
Il contenuto di queste risposte è ancora in fase di ampliamento.
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