Paganetta

Contributi INPS

I contributi previdenziali INPS (IVS – invalidità, vecchiaia e superstiti) sono ripartiti tra lavoratore e datore di lavoro, con una maggiorazione dell’1% sulla quota di retribuzione oltre la prima fascia. Le aliquote indicate sono quelle in vigore per il 2026.

Chi versa cosa, e su cosa

I contributi previdenziali IVS — Invalidità, Vecchiaia e Superstiti — sono la parte più consistente del prelievo sulla busta paga, e sono divisi tra lavoratore e datore di lavoro. La quota del lavoratore viene trattenuta dallo stipendio lordo prima dell’IRPEF; la quota, ben più alta, del datore si aggiunge al costo del lavoro e non compare nel netto del dipendente.

Contano prima dell’imposta: si sottraggono dal lordo per ottenere l’imponibile su cui poi si calcola l’IRPEF. Ecco perché nel calcolatore i contributi vengono prima delle imposte.

Quota IVS · FPLD settore privato

Le aliquote IVS

A carico diAliquota
Lavoratore (quota trattenuta in busta)9,19%
Datore di lavoro (quota azienda)23,81%

Le due quote sono le componenti a carico dei due soggetti di un’aliquota IVS complessiva. Le aziende industriali con più di 15 dipendenti applicano al lavoratore una quota leggermente più alta, con un piccolo contributo aggiuntivo al Fondo di integrazione salariale (FIS): il calcolatore modella la quota ordinaria, non quella maggiorata.

La maggiorazione del 1% oltre la prima fascia

Sulle retribuzioni più alte si aggiunge una maggiorazione. Sulla quota di retribuzione che supera la prima fascia di retribuzione pensionabile — 4.685,00 € al mese — si applica una maggiorazione di 1% (art. 3-ter, L. 438/1992). Sopra quella soglia, quindi, la quota del lavoratore passa da 9,19% a 10,19% sulla sola parte eccedente.

È un aumento marginale: riguarda solo l’euro oltre la soglia, non l’intera retribuzione. Sotto la prima fascia la maggiorazione non scatta affatto.

Il massimale: chi ce l’ha e chi no

Un punto spesso frainteso. Sul percorso del lavoratore dipendente, chi ha anzianità contributiva precedente al 1996 non ha alcun massimale annuo: i contributi si calcolano su tutta la retribuzione, senza tetto. Il massimale annuo riguarda solo chi è stato iscritto per la prima volta dal 1996 in poi.

Attenzione a non confondere: la cifra di massimale che circola per gli autonomi (artigiani e commercianti) è di un’altra gestione e non va applicata al dipendente pre-1996, che resta senza tetto.

Da dove vengono questi numeri

Le aliquote e le soglie qui indicate derivano dalle circolari INPS dell’anno e da fonti previdenziali secondarie che le riprendono. Per alcune cifre non è stato possibile aprire direttamente il testo primario della circolare INPS: quei valori restano da confermare. Per gli importi ufficiali fa fede la circolare INPS.

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